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Poesie classiche da leggere a un funerale

Quando le parole proprie non bastano, la poesia presta le sue. Queste poesie e questi versi si leggono da generazioni negli addii di tutto il mondo.

Versi molto amati

  • Henry Scott Holland, «La morte non è niente»: «Sono solo passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto». In Italia viene spesso attribuito a sant'Agostino, ma è del canonico inglese; resta il testo più letto ai funerali.
  • Giuseppe Ungaretti, «Soldati»: «Si sta come / d'autunno / sugli alberi / le foglie». Quattro versi sulla fragilità della vita che tutti conoscono.
  • Salvatore Quasimodo, «Ed è subito sera»: «Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera».
  • Mary Elizabeth Frye, «Non piangere sulla mia tomba»: «Non sono lì. Non dormo. / Sono mille venti che soffiano…».
  • Alda Merini: «Chi muore lo sa: l'amore non finisce con la vita» — per vite che sono state amore per gli altri.

Come scegliere

  • Che suoni come la persona. Una poesia solenne per qualcuno di allegro stona; ci sono testi luminosi per vite luminose.
  • Breve e letta lentamente. Otto versi detti bene arrivano più lontano di tre pagine.
  • Prova a leggerla prima ad alta voce: alcune poesie sono bellissime sulla carta e impossibili con la voce rotta. Tieni un'alternativa o un sostituto.

Oltre il funerale

La poesia scelta può restare per sempre nel suo memoriale, come epitaffio o dentro la sua storia. E se la persona aveva una sua poesia del cuore, quella è, senza discussioni, quella da leggere.

Creare il suo necrologio richiede pochi minuti e resta pubblicato per sempre. Crea un necrologio

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