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Come scrivere qualche parola di addio (elogio funebre)

Parlare al funerale di una persona cara è un onore enorme e una sfida altrettanto grande. Queste indicazioni ti aiuteranno a scrivere parole alla sua altezza.

Una struttura che funziona

  • Chi era per te. «Sono Marta, la sua nipote maggiore.» Orienta chi ascolta.
  • Una storia concreta. Non un elenco di virtù: una scena. Il pomeriggio in cui ti insegnò ad andare in bicicletta dice più di «era generoso».
  • Ciò che ci lascia. Cosa abbiamo imparato, cosa continueremo a fare per lui o per lei.
  • Un congedo breve. Una frase rivolta direttamente alla persona: «Grazie di tutto, nonno. Ci prenderemo cura dell'orto».

Il tono

Sincero batte solenne. Se la persona era spiritosa, un aneddoto che faccia sorridere non è una mancanza di rispetto: è un ritratto fedele. Si può piangere e far ridere nello stesso minuto; i migliori elogi lo fanno.

Accorgimenti pratici

  • Breve: tra i due e i cinque minuti. Scrivilo per intero, non improvvisare.
  • Leggilo prima ad alta voce, almeno due volte: saprai dove ti si spezza la voce.
  • Porta il foglio. Nessuno ti giudicherà perché leggi; starai male, invece, se resti senza parole.
  • Prevedi un sostituto. Mettiti d'accordo con qualcuno che continui a leggere se non riesci a finire. Saperlo tranquillizza così tanto che quasi mai serve davvero.

Dopo il funerale

Quelle parole meritano di sopravvivere al giorno. Pubblicarle nel memoriale online permette ai familiari che non hanno potuto viaggiare di leggerle, e fa sì che restino custodite accanto alla sua storia per sempre.

Creare il suo necrologio richiede pochi minuti e resta pubblicato per sempre. Crea un necrologio

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